Jacopo Quaranta

Photographer

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Italiano:

Sono arrivato al vivaio Ibervilla di Palermo e mi sono trovato in un giardino bellissimo di piante grasse di tutti i generi e forme, grandi e piccole. Un posto fuori dal mondo, pacifico e silenzioso. Gli unici suoni da ascoltare erano il silenzio delle piante, i passi delle persone, il cinguettare degli uccelli.
In questo spazio; Sandro, Giusi, Sara, Anna e altri hanno trovato un luogo di aggregazione, un punto da cui ricominciare a stare insieme agli altri, in compagnia. Malati mentali ed ex detenuti, pronti a reinserirsi nella società attraverso il lavoro comunitario.
Mi presento agli ospiti della comunità e Sandro, il più estroverso del gruppo, mi dice: “Benvenuto Jacopo, sappi che qui siamo tutti matti!”.
Poi c’è Giusi, la più introversa, non parla molto, passa da momenti di tristezza e solitudine a attimi di allegria, cerca molto spesso il contatto fisico, l’abbraccio o piuttosto un bacino sulla guancia.
Anna invece vuole comunicare: le piace sentire e raccontare storie, racconta che ha viaggiato molto, è stata in città come Londra, Padova e Roma, ha visto molti posti rispetto ai suoi compagni. Durante le mie prime ore nel vivaio, non ero riuscito a capire se è una persona in recupero oppure un’organizzatrice. Parla della sua disabilità mentale senza timore e con la pace nel cuore. Una volta Sandro stava parlando di tutti loro, ed usava l’espressione; “non-normodotati”, dopo la terza volta, Anna ha detto: “Disabili mentali, handicappati, malati mentali, che problema c’è ad usare queste parole? Se noi siamo i primi a farci questo problema, come possiamo aspettarci che gli altri ci accettino?”.
Sara ride molto e allo stesso tempo, quando deve fare un lavoro di concentrazione, le rimane difficile, si spazientisce con lo stesso candore di un bambino, si confonde.
E’ molto felice di aver incontrato Sandro; mi raccontano che il loro amore è nato all’interno delle corsie dell’ospedale psichiatrico, un amore che Giusy ha visto nascere.
Il legame che si è creato tra di loro è unico, sono amici, collaboratori, si aiutano a vicenda e si accettano reciprocamente in modo completo; hanno una sensibilità fuori dal comune.
Grazie al lavoro della psicologa Eliana Diamonte, dell’istruttrice tecnica Ada Damiani , dell’ideatore sociologo Enzo Sanfilippo, e le persone dell’associazione Cooperativa e solidarità; Presidente Serena Citrolo, Vicepresidente Anna Barba, collaboratrice Daniela Graziano e i fondi dell’8xmille e la Caritas di Palermo, queste persone stanno imparando un mestiere e mettendo su una piccolo vivaio di piante grasse, autosostenendosi per il loro futuro.

English:

When I arrived at the plant nursery Ibervilla of Palermo I found in front of my eyes a wonderful garden of succulent plants of all kind and forms.
A place outside of our daily world of chaos. It was pacific and silent.
The only sound you can hear was the silent of the plants, the steps of the people on the grass, the tweet of the birds.
In this space, Sandro, Giusi, Sara, Anna and the others have found a place to connect, and to learn to be with other people, in company.
Mentally ill people and former prisoners, ready to fight the adversity of life and to join again the society through the community work.
I present myself to the community, and Sandro, the most outgoing of the group tells me:
“Welcome Jacopo, you have to know that we are all Crazy!”, everybody laughed.
Giusy is a much more introvert person, she does not speak a lot, she have mood swings between solitude and sadness with sparks of happiness, she searches for physical contact such as a hug or a kiss on the cheek.
Anna wants to communicate: she likes to hear stories and tell stories, she says that she had travelled a lot, she was in London, Padova and Rome, she saw much more places than the rest of her companions.
During my first hours at the nursery, I could not understand if she was a person in recovery or part of the organization.
She speaks about her mental illness without any fear and with the peace in her heart.
One time Sandro was speaking about all of them, and he was using a word similar to “Not-Normal people”, after the third time he said that, Anna yelled: “Mentally Sick, Handicapped, Mentally ill, Crazy people, what problem there is to use those words? If we don’t use them first how can we expect that the others accept us?”.
Sara smiles a lot and at the same time, when she have to do a work that needs concentration, she find it really difficult and she lose patience with the same candor of a young child, she feels confused. She is really happy to have met Sandro; their love was born inside the mental illness hospital walls, a love that Giusy testify seeing it grow.
The bound that they have is unique, they are friends, collaborators, and they help and accept each other in a complete way; they have a sensitivity out of order.
Thanks to the help of the psychologists, gardener and the sociologist who had the idea, the people of “Cooperativa e solidarietà”, and with the money of the Cristian Church, those people are learning a job and starting a small business of beautiful succulent plants by selling them they create their future.